Italiani e Twitter: la svolta?

…Pare proprio di si, gli italiani si sono appropriati di Twitter in questo ultimo biennio, almeno secondo questo articolo di Wired: l’articolo prende in esame l’analisi di Blogmeter su 600 milioni di tweet, dal 2013 ad aprile 2015, e il risultato è che in Italia lo usiamo sempre meglio, con utilizzo appropriato degli hashtag e aumento delle menzioni. Bene!

Ma le imprese italiane? Avranno capito che è una grande opportunità di business? L’articolo non ne parla, ma io si! Ho appena iniziato un nuovo progetto in collaborazione con Mazars France: un bel progetto su Twitter, appunto, che si chiama @MazarsCSV – Creating Shared Value – e che fa della Content Curation il cuore del dispositivo, in ottica squisitamente B2B. Come? Direte voi! Così: la Curation ha un ruolo fondamentale nella costruzione dell’influenza e della visibilità di un’azienda (attraverso la produzione di contenuto di qualità) e questo continuo ciclo di creazione di contenuto di qualità/costruzione di un’identità forte e dell’influenza dell’azienda in questione, a sua volta, crea delle opportunità di business all’interno di una comunità consapevole. Questa comunità scambia informazioni grazie al circolo virtuoso instaurato dalla Curation, attraverso un flusso Twitter dedicato, che aumenta notevolmente il valore condiviso all’interno della community di appartenenza.

Non è fantastico?! Io penso di si, ed è anche edificante, emozionante e portatore di business e nuove conoscenze!

Che ne pensate? E le imprese italiane, sono pronte a questa nuova frontiera di creazione di valore condiviso?

Credit Photo Alejandro Escamilla

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Shared Value: il Valore Condiviso da impresa e comunità

E’ ormai qualche giorno che sono immersa in tutto quello che riguarda l’argomento Shared Value, o Valore Condiviso – in italiano, e tutte le molteplici implicazioni che questo concetto comporta per il progresso sociale in connessione col progresso economico. E’ un argomento affascinante, e mi colpisce vedere quanti specialisti prendano parte non solo al dibattito teorico, lanciato da Michael E. Porter, ma anche alla realizzazione di questo valore condiviso attraverso strategie aziendali, nel mondo intero.

Non dovrebbe stupirmi pensare al fatto che persone e aziende – eh si, le aziende sono composte in larghissima parte da individui pensanti 😉 – si attivino per creare valori condivisi all’interno della comunità nella quale le imprese operano (il principio portante di Shared Value, che potete approfondire in questo articolo, è, grosso modo, quello secondo il quale l’insieme delle politiche e delle pratiche operative che accrescono la competitività di un’azienda, può, ALLO STESSO TEMPO, migliorare le condizioni economiche e sociali all’interno delle comunità in cui l’impresa opera; se volete saperne di più, ecco un sito dell’Università di Torino interamente dedicato alla questione: Center 4 Shared Value).

Kramer e Porter (Kramer & Porter, 2011) sono stati più che chiari, definendo il concetto di Shared Value: loro ritengono che i principi legati al Valore Condiviso abbiano tutte le potenzialità per sconvolgere le modalità di operare delle aziende e della società moderna. Mica roba da poco! La chiave della questione è quindi NON perdere di vista le relazioni tra gli aspetti economici e sociali, e, per farlo, è necessario attuare tre punti focali di Shared Value:

  • Ripensare prodotti e mercati
  • Ridefinire la produttività nella catena del valore
  • Rendere possibile lo sviluppo delle comunità locali

(fonte: http://www.center4sharedvalue.org/it/valore-condiviso-teoria/idea/)

Ogni punto qui sopra elencato rappresenta un dente dell’ingranaggio che trasforma il rapporto società/aziende in circolo virtuoso, in ogni sua parte, per giungere, appunto, al Valore Condiviso: incrementare il Valore di un’area fa aumentare e sviluppare opportunità in altre aree.

Personalmente trovo che sia davvero interessante e applicabile ovunque, a qualunque genere di azienda, macro e micro, e sono contenta di poter approfondire questo ambito, in un’ottica che va al di là del rapporto di stile paternalistico attuato dalle aziende verso le politiche sociali, senza gestioni di facciata ma con reale creazione di Valore condiviso per tutti coloro che si ritrovano inseriti nel meccanismo virtuoso dello Shared Value.

Photo credit Kyle Ryan

Voi che ne pensate?